Lembi e innesti


Per innesto s’intende un trapianto di tessuto prelevato con una completa separazione dal suo sito donatore e trasportata su un sito ricevente ben vascolarizzato sul quale esso deve attecchire. L’attecchimento dell’innesto è in relazione alla buona rivascolarizzazione a partire dal letto ricevente. Una prima classificazione dell’innesto è basata sul tipo di tessuto da trapiantare, ossia se si tratta di cute (tipico nei pazienti ustionati), cartilagine od osso.

Per quanto riguarda gli innesti di cute le zone donatrici nell’uomo sono varie, gli arti, il torace, la piega inguinale o il dorso; in tali distretti residua una cicatrice più o meno visibile in relazione sia allo spessore di cute che al distretto coinvolto. La principale indicazione ad un intervento di innesto è rappresentato da tutte quelle condizioni in cui un danno (per esempio un traina) ha determinato una perdita di sostanza. Quando una perdita di sostanza cutanea non è suturabile, non può cicatrizzare spontaneamente o non è possibile innestare, bisogna ricorrere ad un lembo.

Il lembo cutaneo ha lo scopo di riempire una perdita di sostanza cutanea o di ricostruire una struttura amputata. Un lembo differisce dall’innesto per la conservazione e mantenimento dei rapporti di vascolarizzazione con l’area donatrice. Anche per i lembi una prima distinzione va fatta sulla base del tessuto trasferito, ad esempio cute, cute e fascia, cute e muscolo etc. La finaltà dell’utilizzo di un lembo è quella di ricostruire una perdita di tessuto creatasi dopo trauma o dopo asportazione di neoplasie.




 

 

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